La settimana politica appena terminata si caratterizza ovviamente sia a livello nazionale che internazionale per la questione del COVID-19. E allo stesso modo non si può non osservare come le primarie del Partito Democratico statunitense per la nomination per le Presidenziali di novembre col “SuperTuesday” del 3 marzo abbiano visto di fatto completare definitivamente la “resurrezione” del moderato Joe Biden, vincitore in ben 8 stati su 14 e di fatto ora vero “front-runner” da inseguire per il candidato “socialista” Bernie Sanders.

A livello internazionale il contagio da Coronavirus è oramai una realtà planetaria. Oggi si è toccata “quota 100” ( ovvero oggi sono ben 100 gli Stati dove si è riscontrato almeno un caso di positività alla sindrome del COVID). La sensazione è però,nonostante gli sforzi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel cercare di coordinare le strategie per la lotta al contagio, ci si trovi in una situazione di “ognuno per sè”.

Le istituzioni europee, da questo punto di vista, non si discostano molto da questo quadro. Il ministro della Salute del nostro Paese, Roberto Speranza, è sempre in contatto con i suoi colleghi dei 26 stati membri, ma di fatto non vi è stata finora una accoglienza seria alle sue richieste per una equa ripartizione del materiale sanitario utile a contrastare questa pericolosa malattia.

Il caso “mascherine” è forse la evidenza più marcata di questa mancanza di unità. Francia e Germania hanno deciso, attraverso i rispettivi governi, di non esportare questo importante presidio sanitario verso altri Paesi Ue.

Dal punto di vista dello sforamento dei parametri di Maastricht per coprire le nuove spese necessarie al contrasto al Coronavirus, il governo Conte ha di fatto decretato un impegno di 7,5 miliardi di euro. il commissario Ue per gli affari monetari, l’italiano Paolo Gentiloni ha subito dichiarato che non ci saranno problemi da parte della Commissione a recepire tale decisione, anche se la ufficialità è rimandata ( per ora) a maggio.

Il nostro Paese da ieri sera ha adottato con il DPCM de Presidente del Consiglio Conte, ulteriori misure restrittive sulla circolazione delle persone nella cosiddetta zona “rossa”  ( ora estesa praticamente a quasi tutto il Nord Italia) e per il resto del Paese. Non aggiungiamo ulteriori considerazioni o riflessioni sui provvedimenti, su come sono stati adottati e sulla presunta fuga di notizie a poche ora dalla firma del Premier.

Unica osservazione che ci si permette di fare è che la Repubblica Italiana sta comunque affrontando questa emergenza gravissima con il massimo della trasparenza e con un notevole sforzo di un settore sanitario che forse va considerato davvero tra i migliori al mondo.

Tutto questo mentre nel frattempo due Presidenti di Regione ( il segretario del PD e governatore del Lazio Nicola Zingaretti e il suo collega del Piemonte Cirio) risultano “positivi” al tampone per verificare il contagio con questa malattia e il Pontefice, Papa Francesco, per la prima volta nella storia recente è costretto a fare un “Angelus” dall’interno del Palazzo Apostolico.

E’ notizia di qualche ora fa la presenza di un “positivo” al Coronavirus ad un evento di massa in cui erano presenti il Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump e il suo vice Mike Pence. Quest’ultimo è stato nominato dal Capo della Casa Bianca come “Zar” nella lotta al virus e finora non sta dando segnali di grande reattività. Al contrario sono gli Stati a prendere nette misure contro questa sindrome, come quello della California e oggi quello di New York.

Non è dato sapere come si evolverà la diffusione del COVID nel territorio statunitense ma i primi segnali non sono incoraggianti così come non è incoraggiante l’atteggiamento “scettico” del Presidente Trump sulla questione.