Questa settimana la rubrica di aggiornamento sulla politica in Italia e nel Mondo cambia nome. Probabilmente un nome che verrà mantenuto per settimane e settimane, se non per mesi.

Questo perché la politica italiana e internazionale di fatto è la politica applicata alla più grande emergenza globale degli ultimi 70 anni: il COVID 19.

Il Coronavirus sta di fatto modificando gli assetti geopolitici interni ed esterni, per esempio degli Stati Uniti d’America.

Il Presidente degli USA, Donald J. Trump, è oramai concentrato al 100% su una emergenza, che ( a suo dire, fino a 3 settimane fa), riteneva ” una malattia che faceva meno morti di una banale influenza”.

La sua amministrazione si prepara ad affrontare la gestione della probabile recessione economica in arrivo con una spinta di liquidità molto forte corroborata dal primo simbolico taglio del costo del denaro della banca centrale statunitense, la FED.

Nel frattempo, nell’ambito del sistema federale americano, è toccato ai governatori di alcuni Stati, anticipare misure draconiane, sull’esempio del modello italiano e imporre il “lockdown”.

Andrew Como, il Governatore dello stato di New York, ne è l’esempio più lampante. A ruota è toccato al suo collega della California, fare più o meno lo stesso tipo di scelte.

Se ci spostiamo in Europa,l’effetto dirompente di questa pandemia è stata l’autorizzazione da parte della Commissione Europea a tutti i membri di sospendere il “Patto di Stabilità”, eredità dei trattati di Maastricht 1992.

“Qualsiasi cosa che serva”. E per rinforzare il messaggio, la BCE, ha subito innescato con il meccanismo del Quantitative Easing, una liquidità di 750 miliardi di euro nel sistema bancario, al fine di raffreddare la crescita dello spread.

E l’Italia?

Ogni commento sui dati e sulla bontà o meno dei provvedimenti emanati dal Governo in carica, lo si lascia a chi legge. Per quello che si può evincere, il nostro Paese è nell’epicentro della Pandemia e la prima cosa a cui bisogna badare e salvare la vita a più persone possibili. Cercando, allo stesso tempo di contemperare la possibilità che il nostro Sistema di vita non degeneri e non imploda.

Non è una equazione facile da risolvere. Il DPCM annunciato sabato alle 23.30 dal Premier via Facebook, potrebbe non essere l’ultimo. E può essere oggetto di contestazione. Ma al momento ci troviamo nell’occhio del ciclone.

Un “Ciclone virale” che si sta spostando anche in Spagna, in Gran Bretagna e che ha contribuito specie nel Regno Unito ad una sostanziale inversione ad “U” del primo ministro conservatore Boris Johnson. Da venerdì sera sono chiusi pub e ristoranti. Sono chiuse diverse stazioni della metropolitana di Londra. Si annunciano nuovi provvedimenti restrittivi.

Nel Paese iberico i contagiati e i morti crescono in una maniera esponenziale che fra poco li metterà in condizione di raggiungere e superare i numeri italiani, che al momento per quanto riguarda i decessi, sono i primi al mondo.

Il premier spagnolo socialista Sanchez sta di fatto adottando le misure dallo stampo “italiano”.

Segno questo della bontà del nostro percorso.