E’ passato poco più di un mese dall’ultimo aggiornamento di questa rubrica. Nel frattempo il Covid19 da una parte ha assunto una dimensione pienamente globale nella sua diffusione, concentrando il massimo delle sue potenzialità negli Stati Uniti e nel Regno Unito, mentre dall’altra, in quasi tutti i paesi occidentali ( esclusa la Gran Bretagna) si è avviata  o si sta avviando la cosiddetta “Fase 2”, che altro non è che una lunga fase di transizione in cui le attività economiche e sociali dei vari Stati tendono a riprendere, seppure nell’incertezza di una nuova possibile ondata epidemica.

In Italia, questa fase è di fatto iniziata lo scorso 4 maggio, con un leggero allentamento verso le attività di ristorazione e i bar, che possono vendere prodotti da “asporto”, ma non possono ancora riaprire al pubblico e nella decadenza del divieto di spostamento tra comune e comune dei cittadini. Rimane il divieto di spostamento da Regione a Regione se non dovuto a motivi seri.

Nel panorama politico nazionale, l’Esecutivo guidato da Giuseppe Conte, ha vissuto i giorni precedenti alle misure del 4 maggio, in fibrilazione. Le critiche dell’opposizione di estrema destra di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, sono state poi assommate a diversi malumori sulla spregiudicatezza del premier pugliese con i DPCM venuti fuori non solo dal Partito di Matteo Renzi, “Italia Viva”, ma anche da diversi esponenti del Partito Democratico, come Graziano Del Rio e Matteo Orfini.

Ora è di nuovo tregua, anche perché le dichiarazioni del magistrato antimafia Nino di Matteo sulla sua  presunta mancata nomina al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria da parte del ministro di Grazia e Giustizia Alfonso Bonafede ( attuale “capodelegazione” del M5S nel governo Conte) per via di un “veto” da parte dei boss mafiosi presenti in carcere, hanno messo seriamente a rischio la tenuta dell’esecutivo e creato le condizioni per una sfiducia individuale al ministro grillino da parte di Italia Viva.

Ma il movimento politico dell’ex sindaco di Firenze, ha preferito scegliere la strada del dialogo e della “contrattazione” con il Presidente del Consiglio e ha messo sul tavolo una rinuncia alla sfiducia in cambio di una adozione da parte dell’esecutivo di diverse proposte in campo economico. In più, Il ministro delle politiche agricole, Teresa Bellanova, coordinatrice femminile del Partito renziano, ha chiesto ( minacciando le dimissioni in caso di mancato recepimento) l’approvazione da parte del governo, di una sanatoria per 600mila immigrati che lavorano nel campo agricolo, al fine di garantirne la regolarizzazione.

A parole, il Presidente del Consiglio ha detto di avere preso coscienza di queste proposte e di averle fatte proprie. Nei fatti, si vedrà, col proseguire dell’attività parlamentare se il governo in carica avrà il “respiro” in campo economico per poter avviare queste proposte.

All’inizio della prossima settimana, dovrebbe essere finalmente “licenziato” in Consiglio dei Ministri, quello che doveva essere il “Decreto Aprile”, ma che oramai pare avere il nome di “Decreto Rilancio”. Una manovra espansiva di deficit spending di 55 miliardi di euro, concentrata in particolar modo su nuovi flussi di liquidità ( stavolta a fondo perduto) per le piccole e medie imprese e una conferma e il potenziamento degli strumenti di sostegno al reddito per le partite iva e co.co.co. già in parte erogati ad aprile e che dovrebbero essere confermati a maggio e giugno.

Una manovra necessaria e allo stesso tempo forse non sufficiente per dare una certa sicurezza al tessuto imprenditoriale del Paese, che dopo due mesi di “lockdown” è letteralmente “dilaniato” dagli eftetti della “bomba coronavirus”.

In campo internazionale, Il Coronavirus sta mietendo come vittima illustre l’autorità in Patria, del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Oramai ci sono circa 10mila contagiati nuovi al giorno in Russia e vi è da parte del mondo sanitario una forte e neanche tanto malcelata critica, per l’inezia con cui il Presidente Putin ( di solito conosciuto per il suo decisionismo) ha affrontato blandamente questa pandemia.

Ritornando negli Usa, Il Presidente americano Trump, ha di nuovo “alzato l’asticella” del numero di morti “accettabile” per dichiarare chiusa l’emergenza pandemia: 100mila. Il punto è che si è già a quota 95mila e il virus, dopo avere colpito le grandi aree urbane ( a maggioranza democratica) ora si sta concentrando nelle aree rurali dell’America profonda, quella conservatrice, che ha votato l’attuale inquilino della Casa Bianca  e che si è finora rifiutata di prendere sul serio l’apocalisse sanitaria in corso.

L’Unione Europea, ha chiarito ancora di più, la mancanza di elementi di condizionalità, per i Paesi che decideranno di avvalersi dello strumento del MES, per finanziare ulteriormente la propria spesa sanitaria. Questo però nel nostro Paese, sembra non essere stato preso sul serio da partiti a trazione sovranista, come Fratelli d’Italia e Lega, uniti su questo punto col Movimento 5 Stelle.

Vedremo nei prossimi giorni che decisioni verranno prese.

Non possiamo non chiudere la rubrica con la liberazione dell’ostaggio italiano in Somalia, la giovane volontaria dell’ONG, Silvia Romano, in mano per quasi due anni dei terroristi integralisti islamici di Al Shabab, atterrata alle ore 14 di domenica 10 maggio a Ciampino, con un volo del nostro Governo. Una buona notizia, dopo tante negative. Rimangono alcuni interrogativi sulle dinamiche del sequestro e anche sullo stato emotivo della giovane vittima di questo sequestro, che sembrano far intendere una sorta di “Sindrome di Stoccolma”, verso i suoi sequestratori.