L’emergenza sanitaria covid19 non ha solo messo a tappeto l’economia tradizionale del nostro Paese. Ha inferto delle ferite gravissime al mondo delle arti, dello spettacolo, della musica dal vivo e del teatro.

Ma dal 15 giugno 2020, ai sensi di uno dei diversi DPCM che sono stati firmati dal Presidente del Consiglio Conte, è possibile ritornare a fare spettacoli e concerti.

Certo, rispettando delle regole molto stringenti, che di fatto renderanno impossibile i grandi eventi “live” che contraddistinguevano l’estate da almeno 40 anni a questa parte.

Ma si ricomincia, per esempio, al chiuso ospitando al massimo, in un teatro con una capienza di 1000 persone, le 200 consentite, ovviamente dotate di mascherina, sanificate con igienizzatore e ovviamente e debitamente distanziate di almeno due posti una dall’altra.

Questo è successo il 15 giugno sera al teatro “Duse”  di Bologna, dove tra gli altri, si è esibito il “sempreverde” Gianni Morandi, 75 anni compiuti recentemente, che si è esibito con il suo spettacolo che prima del lockdown era in tour in tutto il territorio nazionale dal titolo “Stasera gioco in casa” ( e che ora riparte, anche se ha perso ben 8 date per via dell’emergenza sanitaria).

Il grande Morandi si è esibito con una mascherina realizzata sui colori sociali e la bandiera della sua squadra del cuore, il Bologna e ha detto fra l’altro che “questo spettacolo ce lo ricorderemo”.

Bella lezione di vita quella del cantante emiliano e ottimo segnale per un settore che ha bisogno di ricominciare a funzionare. L’organizzazione di eventi come i concerti ( che muovono con l’indotto lavoro nel nostro Paese per 400mila persone) vivrà sicuramente dei giorni difficili, ma è necessario dimostrare che, nel rispetto delle normative covid19, si può fare tutto.

Un messaggio positivo e uno stimolo al rilancio di un piano eventi nel nostro Paese che non può morire così, senza colpo ferire.