#settimanapolitica2M

Questa “settimana politica”è ancora in fase di chiusura, perché si aspettava lo svolgimento del Consiglio dei Ministri nella giornata di domenica 15 marzo, per poter fare un bilancio definitivo di quelli che possono essere definiti i 7 giorni ” che hanno cambiato la storia della Repubblica Italiana”. Siamo passati nell’arco di una settimana, da una […]

#settimanapolitica2M

Questa “settimana politica”è ancora in fase di chiusura, perché si aspettava lo svolgimento del Consiglio dei Ministri nella giornata di domenica 15 marzo, per poter fare un bilancio definitivo di quelli che possono essere definiti i 7 giorni ” che hanno cambiato la storia della Repubblica Italiana”. Siamo passati nell’arco di una settimana, da una […]

Questa “settimana politica”è ancora in fase di chiusura, perché si aspettava lo svolgimento del Consiglio dei Ministri nella giornata di domenica 15 marzo, per poter fare un bilancio definitivo di quelli che possono essere definiti i 7 giorni ” che hanno cambiato la storia della Repubblica Italiana”.

Siamo passati nell’arco di una settimana, da una serie di misure molto forti di contenimento del virus correlate alle limitazioni di alcuni basilari diritti in una democrazia ma sempre delineate geograficamente in uno spazio ristretto ad un provvedimento unico sul territorio nazionale che di fatto trova riscontri solo nella legislazione antecedente alla nascita dello Stato Repubblicano.

L’Italia è di colpo diventata martedì 11 marzo, una grande “Zona Rossa” in cui alla cittadinanza viene richiesto, pena una serie di sanzioni civili e penali impressionanti, di non uscire dalle proprie case e di cercare di non entrare in contatto con altre persone, per evitare una escalation dei contagi e dei decessi.

La scelta italiana nell’arco di pochi giorni è passata, nella considerazione delle opinioni pubbliche occidentali e dei rispettivi governi di appartenenza, da una misura forse esagerata ad un modello da cui prendere spunto, nella lotta al Coronavirus.

In pochi giorni abbiamo visto Macron, Donald Trump, Sanchez, introdurre misure molto simili alle nostre,nel tentativo di evitare un collasso generalizzato dei rispettivi sistemi sanitari dei paesi di appartenenza.

Unica eccezione per ora sembra essere la Gran Bretagna guidata dal leader conservatore Boris Johnson, che sembra propendere per una strana idea di approccio alla malattia, in cui si auspica che il virus venga assorbito dalla maggior parte della popolazione, facendo meno danni e vittime possibili in base ad una molto personale applicazione della cosiddetta teoria virologica  “della immunità di gregge”.

Ritornando al panorama italiano, appurato che vi è una buona intesa di massima tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento nell’affrontare questa sfida in maniera unitaria, va rilevato che adesso all’Esecutivo guidato da Giuseppe Conte viene chiesto di prendere misure di carattere economico con dei numeri di spesa impressionanti, al fine anche di non far esplodere il già non “stabile” edificio dei rapporti economici del Paese.

Il Consiglio dei Ministri che si svolgerà presumibilmente lunedì 16 marzo alle ore 9.00 dovrà mettere in campo 25 miliardi per dare fiato a famiglie e imprese dal punto di vista fiscale, previdenziale e monetario, al fine di garantire in questo difficile momento una buona disponibilità di liquidità. Che dovrà essere poi spesa verso quelle attività che da qualche giorno sono costrette ad essere chiuse in maniera forzata o a rispettare di fatto ” un coprifuoco” notturno.

Se ne parlerà a parte.

Per ora ci basta rilevare che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale questa è la crisi globale più seria e che più conseguenze avrà sull’aspetto psicologico, sociologico, economico  e umano di tutti i popoli e gli Stati del Pianeta.

 

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